I Caraibi “paradiso” per le vacanze e “paradiso” per criptovalute? I legislatori sono pronti per approvare una normativa sulle valute digitali. L’obiettivo è quello di rendere l’isola un posto digitale. Un piccolo paese crypto-friendly. In estrema controtendenza con gli Stati Uniti.
Caraibi e criptovalute: un pò di storia
Antigua e Barbuda non sono nuove a legislazioni in merito all’usabilità e alla diffusione delle criptovalute. Già nel 2018 infatti il governo ha modificato la legislazione del Paese con L’investment Program Act. Un programma di investimenti (CIP) che permette di accettare pagamenti in bitcoin e criptovalute. La notizia di oggi è un’ulteriore prova dell’interesse dei legislatori nello spazio crittografico.
Caraibi un perfetto paradiso per criptovalute
Il governo della città dei Caraibi vorrebbe approvare una regolamentazione per le criptovalute. Per rendere la nazione caraibica una destinazione digitale. La decisione arriva sulla scia delle nuove misure adottate da Cina, Francia e Stati Uniti riguardo l’industria fintech. Tanto che la Camera dei rappresentanti di Antigua e Barbuda hanno approvato una legge. La normativa è definita “The Digital Assets Business Bill 2020”.
La regolamentazione crittografica
La nuova legge dei Caraibi mira dunque a creare un paradiso per le criptovalute. L’obiettivo è una regolamentazione delle società crittografiche. Stabilendo regole e offrendo protezione per gli scambi e gli utenti. Una norma stabilisce che tutte le attività di asset digitali In Antigua e Barbuda debbano possedere una licenza. Che gli permetta di “emettere, vendere o riscattare monete virtuali”. Operando come servizio di pagamento o scambio elettronico, fornendo servizi di portafoglio di custodia.
Sanzioni per chi non rispetta la legge
Chi non rispetterà le normative verrà punito con multe che potrebbero arrivare a $250.000. Inoltre i dirigenti aziendali rischiano di incorrere in cause penali, o peggio la reclusione. Questo quadro normativo è fortemente voluto da Ayre Group, nChain, Bayesian Fund e Bitcoin Association. La legge infatti consente alla Commissione di regolamento dei servizi finanziari del paese (FSRC) di garantire che le società crittografiche applichino la giurisdizione.
Caraibi pro criptovalute
Calvin Ayre è stata un’importante voce a favore delle criptovalute e di una regolamentazione all’interno del paese. L’inviato economico per la tecnologia di Antigua e Barbuda dice: “Con questa legge Antigua è ora in cima alla lista dei paesi che trarranno beneficio dall’esplosione dell’applicazione e della tokenizzazione. Che sta avvenendo davanti ai nostri occhi su BSV”.
In attesa dell’approvazione
In ogni caso si dovrà attendere l’ultimo step. Che consiste nell’approvazione della legge da parte del Senato Antiguan. Ma non sembra preoccupare gli animi degli addetti ai lavori. Per questo motivo infatti la legge si da già per passata. Dato che questo passaggio per molti è considerato una mera formalità.
Conclusione
L’implementazione delle criptovalute e di bitcoin in questi paesi sta diventando una cosa comune. Ad aprile vi avevamo parlato di un piccolo villaggio rurale a El Salvador. Che per scongiurare la crisi economica creatasi dalla pandemia ha deciso di affidarsi bitcoin. Dunque pare che i paesi in via di sviluppo e quelli turistici trovino interessante la criptovaluta madre. Molto più dei Paesi occidentali reticenti alla sua sperimentazione. Chissà inoltre se nel tempo non si ammorbidiscano e decidano di rendere più semplice la strada a bitcoin. Anche a seguito dell’attuale crisi economica legata alla pandemia. Staremo a vedere!