Facebook e la Cina spingono il G20 all’adozione dei CBDC

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La crypto news parla di CBDC. Il G20 sembra guardare con interesse allo spazio crittografico. Proprio dopo le mosse di Facebook e della Cina.

Nella crypto news parliamo di CBDC. Il G20 sembra guardare con interesse allo spazio crittografico. Proprio come Facebook e la Cina. Inoltre, ha rivelato i suoi piani per integrare le valute digitali nelle sue operazioni. Se tutto procede come previsto, il G20 potrebbe lanciare il suo CBDC progetto entro la fine dell’anno. 

Cos’è il G20?

Prima di focalizzarci sulla crypto news. E’ giusto che ci soffermiamo sul G20. Il Gruppo dei 20 è un forum dei leader, dei ministri delle finanze e dei governatori delle banche centrali. E’ un’organizzazione creata nel 1999, dopo una successione di crisi finanziarie. Per favorire l’internazionalità economica, tenendo conto delle nuove economie in sviluppo. Di esso fanno parte i 19 paesi più industrializzati, con l’eccezione di Spagna e Paesi Bassi. Inoltre sono presenti Argentina e Sudafrica. Ovviamente è presente l’Unione Europea. Il G20 rappresenta i due terzi del commercio e della popolazione mondiale, oltre all’80% del PIL mondiale. 

crypto news: CBDC nel futuro del G20 

Dopo l’annuncio della Libra di Facebook e la moneta digitale della banca centrale della Cina. I Paesi del G20 hanno prevedono di formulare regolamenti che consentano all’organizzazione di accettare pagamenti digitali. Sebbene non sia ancora chiaro se tutti gli Stati membri creeranno ciascuno il proprio CBDC o se ci sarà una singola valuta digitale supportata dai paesi membri. Il G20 ha comunque chiarito che il suo progetto di valuta digitale potrebbe diventare operativo già nel novembre 2020, proprio quando il prossimo vertice si terrà in Arabia Saudita. 

La crypto news parla di CBDC. Il G20 sembra guardare con interesse allo spazio crittografico. Proprio dopo le mosse di Facebook e della Cina.

Discussione sui “temi caldi”

Nella crypto news vi riveliamo che gli obiettivi del G20, nello spazio crittografico, sono molto ampi. E non si limitano solo all’adozione del CBDC. In particolare, è stato rivelato che i rappresentanti delle 19 nazioni si incontreranno ad ottobre per affrontare questioni chiave associate all’utilizzo delle valute digitali. Tra cui il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. Dei temi caldi e molto importanti per le politiche dei membri dell’organizzazione. 

crypto news: La Cina come “modus operandi”

Sappiamo bene che la Cina è la numero uno nel mondo delle criptovalute. Il governo di Pechino continua a raggiungere risultati notevoli nelle sue domande per digitalizzare la sua valuta nazionale. Sebbene il governo cinese abbia vietato il commercio di bitcoin all’interno del Paese, la nazione ha comunque abbracciato la tecnologia di registro distribuito sottostante (DLT), integrando la tecnologia nascente in vari settori della sua economia. Inoltre ha iniziato l’emissione dei CBDC per i lavoratori di Suzhou e ad una collaborazione con un’azienda leader nei trasporti. Ma andiamo a vedere nel dettaglio. 

CBDC per i lavoratori cinesi

Come già anticipato nella crypto news, i dipendenti del distretto Xiangcheng di Suzhou stanno ricevendo il 50% dei sussidi ai trasporti nella valuta digitale nazionale cinese, il DCEP. Il CBDC è emesso dalle banche cinesi “Big Four” per questi lavoratori. Inoltre, le istituzioni governative e le imprese del distretto di Xiangcheng hanno dovuto firmare un accordo di emissione con una delle quattro banche e installare portafogli di valuta virtuale per i dipendenti. 

Gigante dei trasporti collabora con Pechino

Ma la crypto news sulla Cina non finisce qui. Didi Chuxing Technology Co., la principale società cinese di trasporto mobile, ha annunciato di collaborare con l’Istituto di ricerca sulla valuta digitale della Banca popolare cinese (PBoC). La partnership consentirà a Didi Chuxing di testare la valuta digitale della banca centrale della nazione (CBDC) chiamato Digital Currency Electronic Payment (DCEP) nel settore della mobilità intelligente.

crypto news: Giappone sulle orme dei “cugini” asiatici 

Ma non solo la Cina. I Paesi asiatici hanno decisamente una visione più aperta alle nuove tecnologie. Tanto che hanno il Giappone sta cercando di mantenere il passo della “vicina di casa”. The Bank of Japan (BOJ), la banca centrale giapponese, ha annunciato l’intenzione di realizzare uno studio di fattibilità tecnica per la sua valuta digitale della banca centrale (CBDC). La banca afferma che intende effettuare una prova di concetto (PoC), collaborando anche con altre banche centrali e agenzie pertinenti per raggiungere la migliore decisione in materia. 

Dopo lo yuan digitale, arriva lo yen digitale?

Tra gli obiettivi del governo di Tokio vi è anche uno yen digitale. Una decisione che potrebbe seguire la scia dello yuan digitale cinese. Quest’ultima, come abbiamo raccontato nelle crypto news, è una moneta virtuale a cui Pechino sta lavorando da tempo. Lo scopo del Giappone è  quello di favorire l’inclusione finanziaria dei cittadini giapponesi. Anche per chi non possiede uno smartphone o una connessione Internet ottimizzata. 

Il G20 sguardo con interesse allo spazio crittografico. Proprio dopo le mosse di Facebook e della Cina. Mark Zuckerberg è stato lungimirante.

crypto news: Facebook il “Big Bang”

E’ interessante notare che prima la Cina e adesso il G20 si stanno muovendo dopo l’annuncio della Libra di Facebook. Infatti, dopo che il patron di Facebook, Mark Zuckerberg, ha dichiarato l’intenzione di emettere una valuta virtuale, molti Paesi si sono messi in corsa per avere una criptovaluta sovrana. Questa non è una nostra supposizione. Ma è stato un chiarimento fatto dal G20, in cui il successo del DCEP e il progetto Facebook, hanno permesso all’organizzazione di guardare più da vicino le valute digitali. Con l’obiettivo di non rimanere indietro nell’innovazione tecnologica.

crypto news: Trump deve scendere a compromessi!

E in tutto questo dove si collocano gli Stati Uniti? E’ vero che fanno parte del G20, ma è altrettanto vero che è una delle nazioni, insieme alla Cina, più potenti al mondo. Per questo è impensabile vederli passivi nelle discussioni sullo spazio crittografico. Pertanto ci aspettiamo dal governo Trump di scendere a compromessi e sedersi nello stesso tavolo con Zuckerberg. Questo perché gli Stati Uniti non possiedono ancora le tecnologie appropriate, mentre Facebook si. Ed è un progetto che possono sviluppare insieme, all’interno dello stato statunitense.