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Le autorità degli Stati Uniti sconsigliano la registrazione su scambi di criptovalute

Molti scambi di criptovalute all’estero potrebbero non avere clienti statunitensi al suo interno. Questo perché il governo degli Stati Uniti sta facendo terra bruciata intorno agli exchange non registrati. L’obiettivo dei regolatori americani è quello di tenere sotto controllo il riciclaggio di denaro, il commercio manipolativo e altre attività illegali. Nel frattempo molti utenti di criptovaluta hanno riscontrato parecchi problemi con il modulo fiscale IRS. Trovando difficoltà e confusione nella dichiarazione di fine anno. 

Il punto di svolta nelle politiche statunitensi 

Quello che si sta riscontrando negli Stati Uniti è un momento importante. Una svolta nelle politiche finanziarie e crittografiche. Infatti adesso il governo intende denunciare gli scambi di criptovalute irregolari e avvertire i possibili clienti statunitensi di fare dietrofront. Tra i casi più eclatanti c’è stato il reclamo alla piattaforma di trading BitMEX accusata di non conformità alla legge. 

L’accusa a BitMEX 

Come abbiamo rivelato qualche settimana fa, l’exchange BitMEX è stato accusato dalla Commodity Futures Trading Commission (CFTC) e dal Dipartimento di giustizia degli Stati Uniti (DoJ). La CFTC afferma che dal 2014 BitMEX ha gestito una piattaforma di trading non registrata. Inoltre ha violato i regolamenti CFTC. Non riuscendo a implementare le procedure antiriciclaggio (“AML”) richieste. Il DOJ ha puntato il dito contro i tre fondatori di BitMEX e il suo primo dipendente. Accusandoli di violazioni penali del Bank Secrecy Act (BSA) e di cospirazione

L’attività sospetta di BitMEX 

Ciò che ha fatto insospettire le autorità, sono state alcune attività dell’exchange. Ad esempio la registrazione nel “paradiso fiscale” delle Seychelles. Che ha permesso agli utenti BitMEX di scambiare derivati ​​di criptovaluta. In questo modo lo scambio di criptovalute ha guadagnato più di 1 miliardo di dollari in commissioni. Per le transazioni degli utenti dal 2014.

L’opinione degli esperti 

La denuncia a BitMEX è stata vista da alcuni esperti come un punto di svolta nell’applicazione delle criptovalute statunitensi. Altri invece hanno visto il reclamo di BitMEX più come un’azione una tantum. Che probabilmente non avrebbe avuto ripercussioni durature. Tuttavia quello che è sicuro è che i regolatori statunitensi hanno “alzato la posta in gioco”. Si sono informati molto di più rispetto al passato. E hanno iniziato a selezionare gli exchange.  

La stretta sugli exchange di criptovalute 

Non sono solo gli Stati Uniti che ultimamente stanno alzando il fuoco sugli scambi non regolamentati. Tutti i Paesi del G20 hanno alzato le barriere sugli exchange, aumentando le azioni di contrasto dal 2021. Infatti stanno già introducendo la verifica dell’identità. Ogni scambio dovrà garantire la conformità alle regolamentazioni e manifestare le identità dei propri utenti. Solo in questo modo potrà continuare la propria attività. 

Perché fare trading su scambi non registrati?

Questa è una delle domande più comuni. La risposta non è solo per l’anonimato, ma anche per l’accesso a più token, commissioni più basse ed evasione fiscale. E sono proprio queste attività che i Paesi vogliono bloccare. Ricordiamo che le criptovalute sono senza confini. Quindi possono essere facilmente trasferite agli scambi offshore, senza nessuna conformità o supervisione normativa. 

L’IRS degli stati uniti richiede ai contribuenti se nel 2020 hanno comprato o venduto delle valute digitali. Una domanda che ha mandato in confusione molte persone.

Il modulo IRS per i contribuenti

L’IRS ha pubblicato un nuovo modulo 1040 per l’anno fiscale 2020 che deve essere presentato da tutti i contribuenti statunitensi. Questo richiede che tutti i contribuenti statunitensi rispondano a una domanda sulle criptovalute. O meglio sul fatto che abbiano scambiato o acquisito “valuta virtuale” durante l’anno. La domanda recita: 

“In qualsiasi momento durante il 2020, hai ricevuto, venduto, inviato, scambiato o altrimenti acquisito interessi finanziari in qualsiasi valuta virtuale?” 

La confusione dei contribuenti statunitensi 

La mancanza di indicazioni esplicite sulla definizione di “valuta virtuale” ha lasciato perplessi alcuni utenti di criptovalute. Gli utenti di criptovalute negli Stati Uniti si sono rivolti a Twitter e ad altri social per esprimere la loro confusione e frustrazione. Cercando aiuto in altre persone in merito alla questione. La domanda sulla valuta virtuale è simile a quella che è apparsa per la prima volta nel modulo del 2019. Tuttavia questa volta è stata inserita nella parte in alto. 

Qualcosa si sta muovendo 

E’ possibile che la stretta sugli scambi di criptovalute per i clienti statunitensi e il modulo dell’IRS siano collegati. Nonostante la confusione gli Stati Uniti adesso voglio adottare regole più stringenti. Ogni exchange e ogni cittadino con criptovalute dovrebbe aspettarsi di essere esaminato dalle agenzie di regolamentazione degli Stati Uniti. Continuate a seguirci per vedere quale sarà il destino delle attività crittografiche nel 2021.

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