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Niente anonimato per gli scambi crypto: un altro exchange si attiene alle norme governative

Gli exchange bannano le criptovalute sulla privacy. ShapeShift ha rimosso un’altra moneta per la privacy. Lo scambio di criptovaluta con sede in Colorado che consente agli utenti di auto-custodire le proprie risorse si attiene alle norme. Questa decisione rientra nel discorso che ormai il mercato crittografico è controllato dall’alto. Se prima gli scambi di criptovalute consentivano l’accesso a chiunque. Oggi non è più così semplice fare trading. L’anonimato non è più consentito. E ognuno deve rivelare la propria identità. 

Exchange: da liberi a regolamentati 

Nel momento in cui i crypto exchange hanno iniziato a modificare il libero mercato, il regolatore è entrato in azione. Le piattaforme sono fondamentali per la crittografia. Sono i “luoghi” dove avvengono gli scambi tra valute digitali e token, tra criptovalute e valute fiat. Per questo motivo sono importanti per la sopravvivenza dell’intero settore crittografico. E per questo motivo si sono “piegati” alla volontà dell’autorità

Il potere nelle mani degli scambi crypto 

Gli exchange sono la porta principale per l’accesso alle criptovalute. Nel tempo sono diventati dei centri di potere molto importanti. Offrendo diversi servizi ai loro utenti. Ma se prima non avevano bisogno di niente. Oggi le autorità di regolamentazione di molti Paesi obbligano le aziende crittografiche ad avere delle licenze. Per svolgere la loro attività. Questo ha modificato la visione sia degli imprenditori crypto, che quella degli utenti. 

Il regolatore “corre” sempre dopo 

Molti si chiederanno: perché il regolatore non è intervenuto subito? La risposta è semplice: in una economia di libero mercato, le aziende sono libere di esprimersi. Quindi di inventare nuovi business e canali economici. Ovviamente sempre in maniera legale. Ad un certo punto però accade che una o più aziende diventano grandi. Troppo vaste e ingombranti. Tanto da egemonizzare l’intero mercato. E allora che fa lo Stato? Interviene, per fermare la corsa e tutelare le altre società e le persone. Per questo motivo gli exchange stanno “subendo” delle restrizioni governative. 

ShapeShift rimuove la moneta per la privacy Zcash 

Come anticipato all’inizio della crypto news, ShapeShift ha tolto nell’elenco la criptovaluta per la privacy Zcash. Abbiamo ritirato le monete per la privacy a causa delle loro preoccupazioni normative. Almeno per il momento, non stiamo lavorando con quelle monete”. Hanno comunicato. Poi hanno proseguito dicendo che XMR, DASH e ZEC sono stati rimossi contemporaneamente. Sempre per motivi di regolamentazione

Un cambiamento radicale per l’exchange

ShapeShift è diventato sempre più consapevole dei regolatori. Nonostante il suo fondatore un tempo avesse la reputazione di ribelle e libertario. Infatti, l’exchange all’inizio consentiva il trading di criptovalute senza alcun tipo di account o accesso. Ma già nel 2018 ShapeShift ha iniziato a richiedere ai clienti di rivelare la propria identità allo scambio. Tuttavia, l’anno dopo è stato comunicato che lo scambio era un porto per il riciclaggio di denaro. Tanto da spingere la società a mettersi sempre più in regola. Per paura che venisse bandita. 

Le criptovalute non sono libere e autonome 

Dunque, sfatiamo un mito. Le criptovalute non sono né libere e né autonome. E’ vero che sul mercato sono sempre presenti delle valute digitali orientate alla privacy. Ma è anche vero che numerose piattaforme le stanno mettendo alla porta. Proprio perché l’autorità non vede di buon grado le criptovalute che puntano tutto sulla riservatezza

Il futuro delle criptovalute passa dalla tracciabilità 

Mentre la maggior parte delle transazioni in criptovaluta è rintracciabile sulla blockchain. Le monete virtuali orientate alla privacy utilizzano una serie di protocolli. Per oscurare gli indirizzi delle parti coinvolte nelle operazioni. Questo porta gli exchange ad allontanarle ad allontanare tutte le criptovalute sulla privacy. Dichiarando, in un certo modo, la loro fine. Per questo motivo, sosteniamo che le criptovalute che avranno un futuro, sono quelle che consentono una tracciabilità. Proprio come il bitcoin.

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