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La SEC degli Stati Uniti concede a una società l’autorizzazione per vendere token

La Securities and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti ha concesso a una società di criptovaluta il permesso di vendere il suo token nativo. La SEC ha inviato una “lettera di divieto d’azione” al social di avatar digitali IMVU. Consentendo all’azienda di vendere i suoi token digitali, chiamati VCOIN, agli utenti. Anche se con rigide restrizioni su come questi token possono essere venduti. Inoltre, la lettera afferma che l’agenzia di regolamentazione “non raccomanderà azioni di contrasto”. Contro una piattaforma che emette una valuta digitale in grado di essere convertita in fiat. 

Cos’è IMVU?

Prima di continuare con la nostra notizia sulle criptovalute, conosciamo il protagonista. IMVU è una piattaforma di social media, fondata nel 2000. Gli utenti creano e usano un avatar in 3D per incontrare nuove persone, chattare e giocare. Nel 2014, l’azienda IMVU aveva oltre quattro milioni di utenti attivi. Mentre il numero attuale di giocatori attivi è di oltre 6 milioni. Ad oggi il sito ha il più grande catalogo di beni virtuali. Con oltre 40 milioni di articoli.

Token IMVU ha il via libera dalla SEC 

IMVU è riuscita ad ottenere un lasciapassare per la vendita del suo token digitale. L’autorità statunitense afferma che la sua divisione delle finanze delle società “non consiglierebbe un’azione di contrasto”. Contro la piattaforma social di avatar che rilascia la sua risorsa digitale VCOIN. La commissione consentirà all’azienda di offrire il token senza registrarlo come titolo.

Le limitazioni della SEC

La lettera rilasciata dalla SEC e rivolta alla società IMVU non è un “liberi tutti”. Come parte dei termini della lettera, la SEC ha affermato che IMVU è soggetta alle normative sul riconoscimento dei clienti e contro il riciclaggio di denaro. Oltre ad avere “limiti specifici” su acquisti, conversioni e trasferimenti di VCOIN

Altri limiti 

Conoscendo la SEC e le sue controverse norme, di certo le limitazioni non potevano finire qui. Infatti ci sono altri limiti che IMVU deve rispettare. Ad esempio il token deve essere venduto a un prezzo fisso. Gli acquirenti devono accettare di acquistare gettoni da utilizzare e non speculare sul prezzo. I proventi non possono essere utilizzati per costruire la rete VCOIN. Gli utenti non potranno inoltre trasferire troppi token dalla piattaforma di IMVU. Bisogna poi rispettare un periodo di attesa fino a 45 giorni prima di poter effettuare trasferimenti fuori piattaforma. 

Il token VCOIN 

Prima di essere approvato dalla SEC IMVU ha depositato il token “VCOIN” nell’agosto 2019. Il deposito afferma che la valuta digitale si applicherà a “beni virtuali scaricabili”. Inclusi token digitali che utilizzano blockchain “per eseguire e registrare transazioni”. Ovvero una criptovaluta. IMVU prevede di iniziare a vendere il token nell’ambiente virtuale a partire da gennaio.

Perché IMVU si e Facebook no? 

Molti si staranno chiedendo, perché la SEC ha dato il via libera a IMVU mentre ha bloccato Facebook? Non sono entrambi social media? Ecco, il fatto di avere la stessa natura non c’entra niente. Le aziende crittografiche che emettono i propri token devono rispettare le norme della SEC. La classificazione di un “titolo” è per i beni dipendenti dal lavoro di terzi. Con lo scopo di ottenere un profitto. Ad IMVU è stato imposto di evitare che il suo nuovo stablecoin sia un’opportunità di investimento. Proprio quello che voleva fare Facebook con la sua stablecoin Libra

Gli altri prima di IMVU 

L’autorità di regolamentazione dei titoli ha concesso pochissime lettere simili. Tra cui a Turnkey Jets  e Pocketful of Quarters. Ma entrambi questi token sono stati approvati con limitazioni molto più forti rispetto a VCOIN. Poiché non consentono ai token di convertire in fiat. Il caso con IMVU crea un precedente importante. Dove davvero una società può emettere e vendere un proprio token o criptovalute. L’importante è che si attenga alle normative della SEC.

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