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Il voto sulla blockchain è davvero una garanzia di sicurezza?

Mentre il caos sul risultato elettorale negli Stati Uniti continua. Si fa vivo il dibattito del voto sulla blockchain. Mentre il CEO di Binance e il co-fondatore di Ethereum sono favorevoli al suo utilizzo. Non tutti concordano con il loro punto di vista. Un nuovo rapporto del MIT infatti si oppone fermamente all’idea del voto elettronico basato su blockchain. I ricercatori sono convinti che questo aumenterà le vulnerabilità della sicurezza informatica già esistenti. 

Binance ed Ethereum sostengono il voto sulla blockchain 

Come avevamo scritto nella crypto news, i leader di Binance e Ethereum sono intervenuti in merito ai dubbi dei risultati elettorali negli USA. CZ ha detto che gli sviluppatori devono creare “un’app di voto mobile basata su blockchain”. Buterin gli ha fatto eco e ha invitato a lavorare e migliorare il sistema di voto attuale. Due posizioni nette, che hanno alzato un vero e proprio dibattito. 

Il MIT rifiuta il voto sulla blockchain 

I ricercatori del MIT sono sono d’accordo con CZ e Buterin. Secondo il rapporto del MIT fare affidamento sulla tecnologia di voto blockchain non è un mezzo affidabile. Per promuovere una maggiore affluenza. Inoltre, può aumentare il rischio che gli hacker manomettano le elezioni. Il MIT ha dichiarato che la blockchain è “inadatta alle elezioni politiche per il prossimo futuro”. Rispetto a metodi indipendenti dal software. Tra cui il voto di persona e le schede elettorali per posta. 

Cos’è il MIT?

Il MIT Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory (CSAIL) è un istituto di ricerca del Massachusetts Institute of Technology (MIT). E’ nato dalla fusione nel 2003 del Laboratory for Computer Science (LCS) e dell’Artificial Intelligence Laboratory (AI Lab). Ospitato all’interno del Ray and Maria Stata Center, CSAIL è il più grande laboratorio del campus. Misurato in base all’ambito della ricerca e all’appartenenza. Le attività di ricerca del CSAIL sono organizzate attorno a una serie di gruppi di ricerca semi-autonomi. Ciascuno dei quali è guidato da uno o più professori o ricercatori.

I rischi di un voto blockchain 

I ricercatori del MIT hanno avanzato alcune preoccupazioni. Tra tutti la potenziale mancanza di segretezza del voto. Nonostante in molti pensano che la tecnologia abbia un’alta privacy. La tracciabilità del voto sulla blockchain potrebbe essere un handicap per il sistema.

“Sebbene gli attuali sistemi elettorali siano lungi dall’essere perfetti. La blockchain aumenterebbe notevolmente il rischio di fallimenti elettorali non rilevabili su scala nazionale. Qualsiasi aumento dell’affluenza verrebbe a costo di perdere la significativa certezza che i voti siano stati conteggiati così come sono stati espressi”.

I dubbi sul sistema blockchain 

Il MIT inoltre ha affermato di non avere ancora visto un sistema blockchain di cui fidarsi. Poi hanno fatto notare una cosa molto importante, da prendere in considerazione. Ovvero che la blockchain è utile per le transazioni finanziarie, per una maggiore efficienza. Quando si verificano hack o frodi, le istituzioni finanziarie possono rimborsare o garantire delle assicurazioni. Questo non può avvenire per le elezioni. Per le elezioni non ci può essere alcuna assicurazione o ricorso contro un fallimento della democrazia. Non ci sono mezzi per rendere gli elettori di nuovo integri dopo un’elezione compromessa”.

Blockchain potrebbe far fallire le elezioni 

Secondo il team MIT, il voto basato su blockchain può portare anche a “gravi fallimenti”. Ad esempio, se gli hacker trovassero un modo per attaccare i voti senza essere scoperti. Le autorità dovrebbero organizzare elezioni nuove per ottenere risultati affidabili. Dunque, un sistema di voto basato su blockchain potrebbe fornire agli hacker la possibilità di alterare o rimuovere milioni di voti. Mentre “distruggere una votazione per posta in genere richiede l’accesso fisico”. 

Nessuna soluzione alla vulnerabilità della blockchain 

Il rapporto rileva che i dispositivi di voto esclusivamente elettronici nei seggi elettorali si sono dimostrati vulnerabili. Non solo per quanto riguarda gli attacchi hacker. Infatti, si è scoperto che i sistemi di voto su Internet hanno subito gravi guasti. Ai problemi tecnici gli esperti non hanno ancora trovato una soluzione. Questo è uno dei motivi perché il MIT sconsiglia l’uso della tecnologia.

Russia: il caso maestro 

Molti paesi stanno cercando di integrare ulteriormente la tecnologia blockchain nel processo di voto. A dare man forte alle ricerche del MIT c’è l’esperimento del voto blockchain in Russia. Il sistema di voto russo basato su blockchain sul limite di mandato di Vladimir Putin non consentiva la segretezza del voto. Poiché utenti e terze parti potevano decifrare i voti prima del conteggio ufficiale. 

Cosa fare con la blockchain? 

Dunque, la tecnologia blockchain è un grande potenziale. Ma non per quanto riguarda il voto elettorale. Potrebbe essere una soluzione per la registrazione dei dati, ad esempio. Garantendo in questo modo una velocità sistemica. Ma non può essere utilizzata per il voto vero e proprio. Perché la blockchain e il voto online non affrontano i problemi di sicurezza fondamentali. E questa è una cosa che i governi devono tenere conto. Perché la democrazia non deve e non può essere alterata da sistemi vulnerabili.

Nessuna garanzia con il voto blockchain 

Dunque, stando a quanto rivelato dal MIT la garanzia di un voto blockchain non esiste. E’ vero che il sistema tradizionale è letto e, spesso, inefficiente, però garantisce il potere della democrazia. E’ difficile, quasi impossibile che il cartaceo venga alterato. Mentre i sistemi digitali potrebbero cambiare le carte in tavola. E voi cosa ne pensate? Fatecelo sapere!

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