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Al Kenya serve la blockchain contro la corruzione, lo dice l’ONU

La tecnologia blockchain può andare incontro alle nazioni come il Kenya. Ovvero a quei Paesi che sono intenti a combattere la corruzione. Ma che non hanno gli strumenti autorevoli per contrastarla in maniera efficace. Questa è la posizione di un funzionario dell’agenzia anti-crimine dell’ONU. Inoltre ricordiamo che la tecnologia è presa in considerazione da molte autorità. Inoltre è stata adottata in diversi servizi statali durante la pandemia. 

ONU consiglia la blockchain al Kenya

Un consulente anti-corruzione regionale dell’ONU ha detto la sua sulla blockchain. Il funzionario è addetto al controllo della droga e la prevenzione del crimine. E in merito a questo ha avanzato un’interessante proposta. Ovvero crede che le nuove tecnologie aiuteranno il Kenya. A contrastare la corruzione e altri crimini economici. Egli ha affermato che le soluzioni basate su blockchain sono ideali. In particolare per certi Stati. Perché possono offrire la completa tracciabilità delle transazioni. Ma anche proteggere i registri pubblici dalla frode e dalla falsificazione:

“La tecnologia blockchain diventa attraente per la comunità globale e le organizzazioni internazionali. In quanto rappresenta uno strumento da usare per prevenire potenzialmente la corruzione. E proteggere i registri pubblici da frode e manipolazione.”

Blockchain aumenta la fiducia

L’ONU ha spiegato che le tecnologie come la blockchain sono un mezzo importante per aumentare la fiducia nelle persone. In quanto la corruzione rappresenta un abuso della fiducia pubblica. “La fiducia online è diventata un asset fondamentale. Per le transazioni tra estranei e per lo sviluppo dell’affidabilità nei governi”.

Kenya e i costi anti-corruzione 

Dalle informazioni che arrivano dal Kenya, il Paese perde moltissimi miliardi a causa della corruzione. Addirittura ha perso un terzo del suo bilancio statale. L’equivalente di circa 6 miliardi di dollari. Proprio a causa di attrezzature insufficienti e tecnologie adeguate. Inoltre, il presidente kenyota ha ammesso che la corruzione ha raggiunto livelli che minacciano la sicurezza nazionale. Le aziende citano spesso la corruzione come uno dei maggiori ostacoli agli investimenti. 

Blockchain per eliminare la corruzione 

Non solo il Kenya sta pensando alla tecnologia blockchain per eliminare la corruzione. Infatti, diversi paesi nel mondo stanno studiando la crittografia. Per vedere se blockchain e criptovalute possono essere strumenti d’aiuto. Per eliminare la corruzione

  • Kazakistan: l’autorità anticorruzione ha spronato il governo. Per sviluppare una valuta digitale nazionale. Con l’obiettivo di contrastare questo crimine nel paese
  • Danimarca: ha pubblicato un report relativo all’analisi dell’utilizzo di tecnologie blockchain. Incentrato nella lotta contro la corruzione.

Blockchain deve collaborare con i governi 

Sicuramente la tecnologia blockchain aiuterà molti Stati a combattere questa piaga sociale e politica. Ma non farà scomparire del tutto la corruzione, insita in molti Paesi. Per questo, è importante che la blockchain lavori con i governi, e viceversa. Pertanto, accanto alle tecnologie è fondamentale che ci sia una politica responsabile. Che dia ai propri cittadini una regolamentazione lineare e giusta.

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